Friday, January 19, 2007

HAWAII... HAWAII?

Dopo due settimane passate a raccogliere i pezzi di solo due ore di jet-lag e della mia micia che funzionava da sveglia alle quattro del mattino, ecco i racconti e le foto del mio primo (spero non l'ultimo) viaggio in Hawaii. Vediamo... solo due settimane prima ho saputo che mi avrebbero spedita per lavoro a seguire un corso di "dam break analysis". Ovvero, quanto tempo hanno i poverini che vivono a valle per scappare prima che l'acqua dalla diga che si e' rotta li raggiunga? E soprattutto, chi si salva? L'argomento e' un po' traumatico, ma ammetto che e' uno dei piu interessanti da studiare. Non solo... se abitassi vicino ad una diga mi piacerebbe sapere cosa succede se capita un disastro e devo fare armi e bagagli.

In Hawaii le cose si sono velocizzate da quando lo scorso Marzo una delle dighe in Kawai (Kaloko Dam) si e' rotta e sette persone sono morte. Nuovi fondi sono arrivati per studiare le dighe che dopo una prima analisi sembrano piu' a rischio... ed eccomi qui. La mia diga da studiare (e il mio bacino) si chiama Aepo, ed e' in Kawaii. Ups, mi sono fatta trasportare troppo. Avevo detto che era interessante, no? Torniamo a noi.
Lunedi' scorso sono partita, valigie e rassicurazioni del mio vicino Bob che si prendeva cura di Nina, per Oakland e alla fine per Honolulu. Viaggio liscio, albergo in Waikiki, ed ecco cosa ho visto la mattina quando i miei occhietti si sono aperti.

Vogatori e campi da golf, e via per una nuova settimana di lezioni. Ogni giorno sveglia alle sei, si comincia alle 7:30 e fino alle 5:30 occhi fissi e attenzione aperta. Il corso era in Fort Shafter, che e' uno degli avamposti militari sull'isola, e devo dire che l'evento piu' "sorridente" e' stato osservare la coda per il bagno degli uomini (lunghissima!) e confrontarla con la non-esistente coda per il bagno delle donne... per una volta ho apprezzato il fatto di far parte del "sesso debole", se significava evitare di correre a destra e a sinistra per evitare incidenti :)

Fino a Sabato non ho avuto tanti momenti liberi... alla mattina presto cercavo di girare per Waikiki, che altrimenti sembra la versione in scala di un enorme centro commerciale con turisti a go-go e negozi di ogni genere (da Prada ai mercatini dell'usato!). Sono uscita a cena un paio di volte, ho girellato per la citta', che ha stranamente un ritmo molto diverso dal resto del paese. Tranquillo, "pacifico" (battuta a dovere considerato dove sono le isole!). Honolulu e' una grande citta' come tante altre, la popolazione e' mista (hawaiani, tantissimi cinesi e giapponesi, messicani, bianchi) e riflette le varie ondate di immigranti chiamati a lavorare nelle piantagioni (zucchero, ananas, caffe', etc.). Ecco una foto di Waikiki Beach...


Sabato pero' era il mio giorno di liberta', e dopo aver lasciato il mio albergo e aver raggiunto quello di Jessica, una ragazza che seguiva il corso con me, siamo partite per Haunama Bay in compagnia di altri due sprovveduti turisti americani. Il pulmino ci ha scaricate davanti alla baia (nel frattempo abbiamo ammirato la casa di Keanu Reeves e Tom Selleck) e, meraviglia delle meraviglie, ecco la famosa acqua blu della riserva naturale.


Le mie aspettative "oceaniche" sono state un po' deluse quando ho scoperto che l'acqua non e' in realta' cosi' calda come mi aspettavo... e dopo un'ora a battere i dentini e aver girellato attorno a due tartarughe, io e Jessica ci siamo rifugiate sulla spiaggia ad osservare il panorama (e goderci il sole!). Ecco la mia amica "al vento"!

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