Monday, November 03, 2008

Cristina e me, Stanford e San Francisco, Day 6 (martedi’ 30 settembre)

Eccoci qui di nuovo a proseguire il racconto della mia mini-vacanza con mia sorella. Lo so, ci ho messo un po’, ma sono quasi arrivata all fine. Piu’ o meno… Vediamo, dove ero rimasta? Ah si’, il B&B a Monterey. La mattina presto Cristina si e’ svegliata presto e ha voluto fare una foto della vista dalla nostra camera. Peccato per le nuvole!


Breakfast was waiting for us downstairs. It was really good, except that the bread pudding had a bit too much bread in it (of course, bread, dah…) and my sis is a bit intolerant to gluten. Luckily, the cramps didn’t last too long and we were good to go again.

Abbiamo lasciato Monterey e ci siamo fermate per un momento in Santa Cruz. Era sempre abbastanza nuvoloso e tutte le attrazioni sul lungospiaggia erano chiuse (aprono il pomeriggio…), percio’ siamo ripartite salutando il grande Big Dipper (il rollercoaster tutto di legno).

Eccomi a passeggiare per Stanford. Ho avuto parecchie sensazioni di deja-vu e ammetto che un po’ mi manca l’ambiente accademico. Se mi manchera’ troppo, ci ritornero’. Ma per adesso non e’ male non avere sempre il cervello impegnato sulle stesse cose anche quando vai a nanna perche’ c’e’ qualche problema per cui sei in attesa della famosa lampadina che si accenda…

My sister really liked Stanford. Of course, what’s there not to like? It’s probably the most expensive and well kept campus in the US. Even the people that walk around campus seem to belong to another world, a bit detached from reality.

Ecco Cristina nel Main Quad davanti alla chiesa. Un organista si stava esercitando e abbiamo ascoltato un pezzo di quello che stava suonando. Di certo Cri non si aspettava che una universita’ potesse essere fatta cosi’. Lontana anni luce dalle nostra antiche e un po’ indisciplinate (in senso buono!) universita’.

I love this copy of the Rodin sculpture “The gates of Hell”. It reminds me so much of la Divina Commedia and all the descriptions that Dante makes of the damned.

Ho portato Cristina a vedere Stanford perche’ in fin dei conti e’ uno dei posti dove ho passato piu’ tempo e perche’ mi ha sempre colpita molto. L’ho rifiutato e ho preferito UC Davis, ma mi e’ sempre un po’ rimasto nel cuore. Questa porta enorme e’ una copia della “Porta dell’Inferno” di Rodin. Ci sono mille sue statue sparse per tutto il campus, compreso il “Pensatore”.

Visto che la giornata prometteva faville in termini di tempo meteorologico (ed e’ una rarita’ a San Francisco) abbiamo cambiato un po’ i piani e abbiamo visitato i “Vista Points” dove si vedeva tutta la citta’ dall’alto. Prima tappa: i Twin Peaks.

Since the weather was supposed to be really nice for the rest of the day, we drove to SF and stopped in a couple of places where we could see the City from above. First stop: Twin Peaks. You can even see the red shiluette of the Golden Gate in the background.

Cristina non smetteva di fare foto al panorama. Penso che le sia proprio piaciuta San Francisco… cosa c’e’ da non adorare? E’ una delle citta’ degli US con piu’ personalita’ e panorama mozzafiato. E il ponte per me piu’ bello…

We parked at the Vista Point just passed the Golden Gate in Marin County and we walked across the bridge.

Abbiamo attraversato la citta’ in macchina e siamo passate sopra il Golden Gate fino in Marin County. Parcheggiata la macchina, eccoci in cammino su uno dei ponti piu’ da cartolina del mondo.

Here’s me, on the bridge!

Ed ecco Cristina con giacchetta e macchina fotografica. Come al solito c’era abbastanza vento, ma il sole caldo ti confondeva e non sapevi mai se restare in magliettina o svestirti…

On the bridge, in a couple of places, there are several “Calling booths” for aspiring suicidal people. A blue sign reads..”There is hope. Make the call”. I’m wondering if they ever got any calls from people, for real.

Cristina e’ rimasta molto affascinata dalle piccole cassette gialle con un telefono che si trovavano in diversi punti sul ponte. Erano per chiamare in caso qualcuno volesse parlare con un’altra persona prima di buttarsi dal ponte. Il cartello blu dice “ C’e’ speranza. Chiama”. In effetti, se dovessi scegliere un posto dal quale buttarmi, questo ponte sarebbe uno dei primi posti. E forse il Grand Canyon… :) Anche se secondo me mi ritroverei ad ammirare il panorama bellissimo cosi’ tanto da farmi passare la voglia di buttarmi!

This was my first attempt to “panorama pictures”. A friend of mine helped me fix the edges of the picture, and I think it came out pretty nice, don’t you think?

Dopo il Golden Gate ho portato Cri a vedere uno degli altri miei posti preferiti, il Presidio. Mi piace moltissimo il cimitero con le mille tombe bianche allineate dove puoi passeggiare e riflettere.

We got out of the Presidio just before sunrise and we headed to the B&B where I made my reservation. It was in Union Street, and it was really cute. I had a pretty scary moment when I couldn’t climb the hill with my car and for a second I smelled burning rubber! I was pretty disappointed because I used to be so good with my car (which is a stick shift!) up the hills of San Francisco, and then I realized that I was wearing sandals and I couldn’t really feel what I was doing. The next day I put on my shoes for the drive up and down the hills, and I regained my well-loved driving ability up and down!

Cristina ha fatto una foto della strada in cui ho parcheggiato. Non credo che abbia mai visto una citta’ cosi’ particolare con strade cosi’ ripide. E dopo aver girato per il Fisherman’s Wharf e cenato con un grande gelato da Ghirardelli, siamo crollate dal sonno.


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