Wednesday, July 07, 2010

Magical Alaska

Sorry for the long delay in posting new pictures. I had a couple of good Oregon hikes, but these pictures are much better :) I just got back (a couple of days ago) from a last-minute trip to Alaska. I met Eric a few weeks ago and decided to go and pay him a visit. Plus, it was the summer, and my mom was less worried about me freezing to death, so I packed my backpack and headed to the Portland airport last Wednesday afternoon. The whole trip was a surprise as well. After one day in Anchorage, we set off south and east towards the Kenai peninsula. I can't describe how much I loved that place. I keep thinking that no picture can capture the rugged and endless beauty of the Alaskan landscapes, forests, mountains, lakes, and oceans. The second night I was there, we camped near the Kenai lake (no, I didn't set up the tent, so it was fine!).

Mi spiace per il ritardo, ma invece di far vedere altre foto dell'Oregon, ho pensato che queste fossero molto meglio! Sono appena tornata da quattro giorni in Alaska e non credo di avere abbastanza parole per descrivere i paesaggi, le montagne, i laghi e l'oceano che ho visto. Le fotografie non rendono giustizia, tutto e' immenso e illimitato, e fa credito al soprannome dello stato chiamato "l'Ultima Frontiera". Ho conosciuto Eric qualche settimana fa e ho deciso di andare a trovarlo in Anchorage. Eric lavora per il U.S. Fish and Wildlife Service, tipo Corpo Forestale (parte del Dipartimento degli Interni) che si occupa di difesa dell'ambiente, animali, e territorio. E' un biologo degli orsi polari (ho pensato, quando l'ho sentito, che deve avere il lavoro piu' "cool" del mondo!) e passa parecchio tempo durante l'anno a sparare agli orsi con tranquillanti da un elicottero nel mezzo dell'Artico e raccogliere campioni e studiarne la popolazione, compreso l'effetto che il ritiro dei ghiacci ha su queste stupende creature. Le sue foto di orsi polari sono fantastiche e le storie che racconta altrettanto accattivanti. E' buffo chiamarlo "dottore" visto che in effetti ha un dottorato in Ecologia ed e' piu' lontano dall'immagine di scienziato con occhiali e chiuso in laboratorio che si possa immaginare.

Dopo aver passato un giorno in Anchorage, siamo partiti verso la Kenai peninsula, a sud-est, e abbiamo fatto tappa per una notte in tenda vicino al lago Kenai. A mezzanotte c'era ancora piu' sole di quanto ne abbiamo in Italia in inverno, e alle tre e mezza, quando ci siamo svegliati, niente pareva cambiato (anche se in realta' ci sono alcune ore di semi-buio).

After spending a few hours in the tent (we went to bed at midnight and it was still light!), we woke up (or sort of...) around 3:30 am and drove to Homer, where we went Halibut fishing. It was a blast! We didn't catch any huge fish (probably 20-30 lbs ones), but it was great. There were tons of sea otters just hanging out on their backs and looking at us from the water. I think I caught three or four of them. We kept the first and last of my catch (although Eric reeled in the last one because I was getting too tired and I was starting to get bruises from holding the pole so tight!) and released a couple that were too small. Halibuts are the weirdest-looking fish, or at least they deserve a major price in "weirdness" for the lopsided eyes and the white flat sides.

Il giorno dopo siamo scesi in macchina fino ad Homer e siamo andati a pescare Halibut (ippoglossi, non sapevo che si chiamassero cosi'!). Se non sapete come sono fatti, andate a cercarli sul dizionario (sorry, Google!) perche' sono stranissimi. La carne e' bianca e deliziosa. Penso di averne pescati quattro in tutto, ma per l'ultimo ho dovuto chiedere aiuto visto che ormai ero stanca e le mie braccine non volevano molto cooperare. Quello qui sotto e' uno dei miei!

We cleaned the fish on the boat. I guess it was Eric's first attempt because he displayed some hesitation in using his not-so-sharp knife, but I have to say that after the first one and a few instructions, he really did a great job.

La notte successiva abbiamo dormito in un B&B in Homer, sulle colline sopra la citta' e la striscia di molo chiamata "Spit". Assomiglia ad una versione gigante del nostro lago di Como o lago di Garda durante l'inverno, visto che dall'altra parte della baia si vedono le montagne che svettano. Siamo stati in spiaggia (freddina) e a vedere il Visitor Center e girare un po' per la cittadina. Sabato pomeriggio invece c'era un'altra sorpresa in programma visto che il nostro obiettivo era il porto e, a quanto pare, una barca di pescatori che funge da battello.

In Homer we stayed in a B&B called "A Memorable Experience", where the view of the Spit and the mountains was magical. The owners also set up a telescope on the deck to see a nest of Bald Eagles! They also used to own (and founded) Ah!laska (http://www.ahlaska.com/), a company that sells organic hot cocoa mixes and chocolate syrups and that I've seen many times at Whole Foods. One evening, Eric decided that he was too tired to read a little note on the top of a cookies and scones plate left on the table (who was destined for our next door neighbors) and ate a piece of a blackberry scone. We replaced it with a larger piece of cinnamon roll as soon as I told him who the plate was actually for, but apparently things backfired because the neighbors stole one of his yogurts from the refrigerator! :) I thought it was hilarious.

La barca ci ha portati a Halibut Cove, un piccolo villaggio sepolto tra montagne e baie a circa un'ora est di Homer. Ci sono piu' o meno un centinaio di persone che vivono in Halibut Cove durante l'estate (e si riducono a 30 durante l'inverno!), e parecchi artisti trovano rifugio in questo piccolo paradiso dove pare che il tempo si riduca a magici istanti con folletti e creature delle foreste. E tante aquile, certo.

We took the ferry (which is actually a fishing boat called the Danny J) to Halibut Cove. It's a small nested bay community about an hour east of Homer, surrounded by mountains, where I felt time must have stopped so that people there could finally learn the meaning of "slow down...". There is a famous restaurant called The Saltry where Eric converted me to oysters, which I never liked that much before (and I never knew what I was missing when they are really fresh!). There were green meadows and little trails up the hills, where a couple of graves stood almost hidden in the grass, cherishing their view of the ocean.

Siamo stati in Halibut Cove per qualche ora, dove mille pascoli verdi e bellissime viste dell'oceano e delle montagne mi hanno incantata. C'e' un famoso ristorante chiamato The Saltry che serve il miglior pesce (e ostriche!) abbia mai mangiato prima d'ora.

Towards the end, I think I took what I think were two of my best pictures (below). I would not mind owning a little boat (and a plane!) and being able to get there every time life becomes too hectic and I would start to loose sight of the things that are really important when everybody around you is rushing endlessly, such as nature, beauty, and silence. I left the next night around 1am from Anchorage feeling that I really was in another world. This one.

Ho scherzato con mamma ed Ernestina che se dovessi tornare in Italia, vorrei abitare su uno dei laghi del Nord. Questi paesaggi sono decisamente diversi, ma scatenano simili sensazioni di pace, tranquillita', silenzio, e bellezza che solo luoghi incontaminati possono darti.


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